La Mongolia è un paese con una superficie di circa 5 volte l'Italia e una popolazione di meno di 3 milioni di abitanti. Le caratteristiche morfologiche e meteorologiche rendono assai ardui gli insediamenti sul territorio mongolo: oltre un terzo della popolazione è concentrata nella capitale Ulaan Baatar, specialmente dopo i terribili inverni del 2000 e del 2003 che hanno decimato il bestiame
Fino al 1960 l'economia mongola è cavalli, yak, pecore, cammelli o l'artigianato dei monaci. Poi nascono le prime piccole fabbriche per la lavorazione della lana e del legno. Negli anni ‘80 l'Unione Sovietica rompe gli indugi inviando tecnici e macchinari che consentono il decollo di un migliaio di industrie. E' un vero e proprio boom economico per la Mongolia con più di 500 dollari di reddito procapite. Ma è un'economia fragile, quasi di beneficenza, tanto che al crollo dell'impero sovietico, la Mongolia si ritrova sola e di nuovo senza risorse. Nel 1991 il governo avvia la privatizzazione, distribuendo fabbriche, terre e allevamenti alla popolazione. Oggi un operaio guadagna meno di 400 dollari all'anno, un insegnante circa 200.
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Per un soggiorno a Ulaan Baatar sicuramente originale vi segnalo un'organizzazione dedita all'insegnamento dell'agricoltura di ortaggi alle famiglie ex-nomadi che vivono alla periferia della capitale: www.mongolianwomenfarmers.org.
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www.mongolia.it
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