Kazakhstan 2009

 
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il viaggio
Sono stato accolto all’aeroporto di Almaty da Padre Guido e da Padre Luca, che avevo conosciuto precedentemente solo via email. Siamo arrivati al villaggio dell’Arca il mattino presto, al sorgere del sole; gli alberi da frutto erano fioriti e si sentiva il ronzio delle api che ne esploravano i fiori. La prima impressione è stata di sorpresa per la bellezza del luogo: oltrepassato il cancello che lo separa dalla cittadina di Talgar, il villaggio dell’Arca mi ha accolto con costruzioni color pastello, prati verdeggianti e alberi grandiosi.
Ho pensato che probabilmente d’inverno deve fare molto freddo e che la sensazione iniziale sarebbe stata differente con una temperatura ampiamente sotto lo zero. Dopo qualche minuto di ambientamento ho incontrato uno ad uno i bambini e i ragazzi ospiti del centro che si accingevano a fare colazione. Non sapevo ancora come avrei trascorso i 10 giorni che avevo programmato per il Kazakhstan, sarebbe dipeso da come velocemente avrei svolto il servizio fotografico che avevo in mente.
E invece ho trascorso presso il villaggio tutto il periodo, senza avvertire la necessità di spostarmi o di visitare altre località del paese. La serenità e la piacevolezza che si respirano in questo posto mi hanno contagiato e mi sono subito sentito a casa: quando non fotografavo, leggevo oppure facevo delle passeggiate sulle colline circostanti. Malgrado la difficoltà della lingua ho avuto la fortuna di essere accettato da tutti con semplicità e con gioia, che spero di essere riuscito a cogliere nei miei scatti fotografici. E’ stata un'esperienza davvero speciale e spero di tornarci prima o poi.